Con la presa del potere dai parte dei Talebani in Afghanistan, chi rischia di pagare il peso più grande di questo addio dell’occidente al controllo dello stato dopo 20 anni di vana occupazione, sono senza dubbio le donne. La creazione di un emirato islamico con l’instaurazione della Shariia vedrebbe le donne private dei diritti civili duramente conquistati in questi anni.
Una testimonianza importante per capire la situazione attuale è quella pubblicata dal quotidiano online lastampa.it.
Sul sito si legge come la Fondazione Pangea, organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire lo sviluppo economico e sociale delle donne, delle loro famiglie e delle comunità in Italia, India e Afghanistan stia cercando in tutti i modi di nascondere le donne al regime talebano.

Molti documenti della Fondazione in cui sono presenti dati personali delle donne che negli anni non solo sono state aiutate, ma che hanno a loro volta collaborato ai progetti di Pangea, vengono distrutti per evitare che cadano in mano talebana. Dagli aggiornamenti che si hanno sul territorio Pangea fa sapere che i talebani, malgrado stiano facendo credere di essere moderati, stanno compiendo violenze, come a lMazar-i Sharif dove hanno ucciso 15 donne che lavoravano per Ong straniere per i diritti delle donne.

Mentre la situazione in Afghanistan ormai va verso il pieno potere in mano ai Talebani, non sembra esserci da parte dell’occidente un piano unitario per gestire questa crisi che, seppur esplosa nelle ultime settimane, era prevedibile fin dal febbraio 2020 quando furono sanciti degli accordi tra USA e Talebani in previsione della fuoriuscita straniera da Kabul.

Il Segretario Generale dell’ONU António Guterres, in una nota consegnata al Consiglio di Sicurezza, sottolinea come la situazione sia molto grave, in primis per i civili, e chiede alla comunità internazionale di “parlare con una sola voce per sostenere i diritti umani in Afghanistan.” Inoltre sottolinea la sua preoccupazione per i “resoconti delle crescenti violazioni dei diritti umani contro le donne e le ragazze dell’Afghanistan che temono un ritorno ai giorni più bui. È essenziale che i diritti duramente conquistati delle donne e delle ragazze afghane siano protetti. Esse – continua il Segretario – guardano alla comunità internazionale per il sostegno – la stessa comunità internazionale che ha assicurato loro che le opportunità sarebbero state ampliate, l’istruzione sarebbe stata garantita, le libertà si sarebbero diffuse e i diritti sarebbero stati garantiti.

Al momento, al di là di dichiarazioni ai rispettivi cittadini, dai leader politici occidentali non c’è stata la definizione di linee guida o di progetti per attuare nel concreto aiuti come l’attivazione di corridoi umanitari. Ogni giorno che si perde sono migliaia le persone che rischiano la vita e migliaia le donne sole abbandonate al loro buio destino. Tutto ciò è Inaccettabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *