COMUNICATI STAMPA

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ARCHIVIO CS STOP RAPE ITALIA

Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e al Dr.Denis Mukwege: un Nobel alla dignità delle sopravvissute alla violenza sessuale come arma di guerra

(Roma 5 ottobre 2018) Il Premio Nobel per la Pace 2018 è stato assegnato a Nadia Murad ed al Dr. Danis Mukwege con la seguente motivazione “per i loro sforzi per porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra nei conflitti armati”.
Stupro e violenza sessuale, usati in maniera diffusa e sistematica, sono considerati delle vere e proprie armi al servizio di tattiche e strategie di guerra, in grado di distruggere non solo la singola persona, ma i legami di intere comunità. Rappresentano una minaccia alla pace ed alla sicurezza internazionale e possono costituire crimine di guerra, contro l’umanità e genocidio.Il prestigioso riconoscimento celebra l’impegno ed il coraggio di chi sulla propria ha vissuto l’orrore della violenza sessuale come arma, come testimonia la storia di Nadia e di chi come il Dr. Mukwege si è sempre schierato dalla parte delle donne vittime di queste atrocità, elaborando un sistema olistico di cura e lavorando affinché le sopravvissute stesse si facessero agenti del cambiamento. 

Ci piace pensare che quest’anno il Nobel per la Pace abbracci però tutte le donne che hanno vissuto questo terrore in Afghanistan, Bosnia, Colombia, Costa d’Avorio, Mali, Nepla, Repubblica Centrale Africana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sri Lanka, Sudan e Sud Sudan, così come in Iraq, Libia, Myanmar, Siria e Yemen.

“Oggi, per tutti noi che lavoriamo affinché la comunità internazionale si impegni a porre fine allo stupro come arma di guerra è una giornata importantissima! Il riconoscimento attribuito a Nadia Murad e Denis Mukwege deve riportare all’attenzione delle Istituzioni Internazionali e Nazionali le storie, le vite, i bisogni delle vittime di questa orribile strategia di guerra che vede nelle donne l’estensione del campo di battaglia e gli uomini come strumento di violenza e terrore, capaci di abdicare al principio di umanità nel pieno disprezzo del rispetto della vita e della dignità umana” afferma Tibisay Ambrosini coordinatrice nazionale della Campagna Italiana Stop Rape and Gender Violence in Conflict (Stop Rape Italia)
“Attraverso la notorietà del Premio speriamo si riesca a far avanzare le richieste delle reti di sopravvissute per un risarcimento omnicomprensivo che vada dalle cure all’accesso alla giustizia fino al reinserimento socio-economico. Inoltre, poiché la cultura della violenza è radice comune alla violenza sulle donne, uniamo la nostra voce a quella di Nadia nel richiamare l’attenzione internazionale sugli abusi commessi dagli uomini contro le donne in tutto il mondo” conclude Ambrosini.“Venire a conoscenza di un riconoscimento di tale importanza per due personaggi il cui impegno contro gli stupri di guerra è stato, è e continuerà ad essere presente nella loro quotidianità, riempie d’orgoglio i nostri cuori. Ci piace pensare che sostenere e scendere in campo affiancando Stop Rape Italia possa aiutare alla diffusione del grido contro la violenza sulle donne come arma di guerra” afferma Chiara Tiddi capitano della Nazionale Italiana di Hockey Prato e ambasciatrice per Stop Rape Italia. 

In Italia prosegue la Campagna Stop Rape Italia, lanciata il 19 giugno presso il Senato della Repubblica, in occasione della III Giornata Internazionale indetta dalle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza sessuale dai conflitti.Grazie al supporto dell’Associazione fondatrice Campagna Italiana contro le Mine, di Michela Andreozzi attrice e regista che ci ha prestato il suo volto, e delle realtà che hanno aderito come l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), la Nazionale Femminile di Hockey Prato, la Scuola Yoga Roma, la squadra amatoriale di runners Stoprapeitalia proseguiremo il nostro impegno di sensibilizzazione e di supporto concreto alle sopravvissute. Il nostro impegno continua ad essere quello di promuovere un rafforzamento del ruolo delle donne, delle organizzazioni locali di donne, in particolare sopravvissute; supportare lo sviluppo di norme e iniziative giuridiche all’interno dei contesti di crisi sul tema in questione; lavorare affinché le volontà politiche si trasformino in azioni concrete sul campo.



STOP RAPE ITALIA - Via di Novella,22 - 00199 Roma - info@stoprapeitalia.it www.stoprapeitalia.it

CS - L'HOCKEY PRATO ITALIANO SOSTIENE STOP RAPE ITALIA

CS - Le Azzurre dell’Hockey, la FIH e le atlete insieme contro le violenze


Download CS in pdf - Hockey Italiano sostiene Stop Rape Italia

HOCKEY SU PRATO - Con la prospettiva di tornare a rappresentare l’Italia in un Mondiale di Hockey Pratodopo 42 anni (a Londra, dal 21 luglio al 5 agosto prossimi), le atlete, su iniziativa del capitano azzurro Chiara Tiddi e con il sostegno di tutti i capitani dei club femminili di Serie A1 e A2 (per 19 squadre), hanno deciso di affiancare e sostenere STOP RAPE ITALIA, parte della International Campaign to Stop Rape and Gender Violence in Conflict.

Una tematica che fa parte dei vari percorsi di sensibilizzazione e sostegno portati avanti dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), che le giocatrici di hockey hanno individuato come partner.La Federazione Italiana Hockey del Presidente Sergio Mignardi ha sposatototalmente l’iniziativa e ha messo a disposizione delle atlete le competenze federali per sostenere STOP RAPE ITALIA attraverso gli eventi già programmati.


Per leggere tutto il comunicato scaricarlo da qui. Download CS in pdf - Hockey Italiano sostiene Stop Rape Italia

CS - Women 7(W7): feminist vision for the G7

 

CS- Women 7(W7): feminist vision for the G7. Noi ci siamo! Tra poche ore prenderà  il via, ad Ottawa, in Canada, il W7. Nei giorni 25 e 26 aprile 50 donne, provenienti da 20, paesi si riuniranno per dare voce a coloro che spesso sono assenti nelle discussioni del G7, le donne in tutte le loro specificità  e differenze.

Obiettivo del Summit infatti è di elaborare delle raccomandazioni da condividere, in vista del G7 di giugno, con il Primo Ministro Trudeau ed il suo gabinetto, con gli altri leader del G7 e in particolare con il G7 Gender Equality Advisory Council.

Le discussioni riguarderanno temi internazionali che hanno un impatto sproporzionato sulle donne come l'ineguaglianza economica, la violenza contro le donne, pace e sicurezza e il cambiamento climatico. L'Italia sarà  presente con Daria Ermini e Ginevra Bicciolo dello staff di Stop Rape Italia e Campagna Italiana contro le mine.

SITO UFFICIALE SUMMIT WOMAN 7

CS - Stop Rape Italia corre per le donne che subiscono violenza durante i conflitti

Comunicato stampa (Roma 15 aprile 2018): in occasione della XX edizione della storica Roma Appia Run la prima uscita della stagione per la squadra di runners Stop Rape Italia.

Download CS in pdf - CS Appia Run

Domenica 15 aprile, partirà alle 9.00 dallo stadio delle Terme di Caracalla, l’Appia Run 2018, l’unica corsa a disputarsi su 5 pavimentazioni diverse: asfalto, sampietrino, basolato lavico, sterrato e per finire la pista dello Stadio Nando Martellini alle Terme di Caracalla.

La squadra Stop Rape Italia sarà presente con una rappresentanza di 12 elementi tra donne e uomini per sensibilizzare sul problema dello stupro e della violenza di genere duranti i conflitti.

“Partecipare alla manifestazione podistica per noi significa ricordare tutte quelle donne che subiscono violenze durante i conflitti, che corrono per mettersi in salvo, per sfuggire agli stupri ed alle violenze di genere, che corrono lasciandosi alle spalle, le case, tutte le loro appartenenze fino purtroppo alle famiglie” dichiara Tibisay Ambrosini coordinatrice di Stop Rape Italia, membro della International Campaign to Stop Rape and Gender Violence in Conflict.

“Corriamo per raccontare le loro storie, perché le nostre maglie raccontino a più persone possibili l’orrore che le donne subiscono durante i conflitti, dando voce a tutte dalle donne Rohingya, alle donne yazide, alle donne e bambine siriane” aggiunge Ambrosini.  

“La violenza di genere è un fenomeno sottostimato per diverse ragioni, ma questo non significa che non esista, ci dice solo cheper le vittime è ancora troppo difficile parlare per paura, per vergogna e scarsa fiducia nelle autorità predisposte, o chemuoiono prima di poterlo fare” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine, l’associazioneche ha curato l’avvio di Stop Rape Italia.

“Noi siamo qui oggi per dare visibilità a tutte le donne e le ragazze che nel mondo stanno vivendo le tragiche conseguenze di violenze subite in quanto donne appartenenti alla parte nemica, o che vivono nel terrore che questo accada e magari per evitarlocorrono via, fuggendo verso quella che ritengono essere unasperanza mentre a volte trovano solo altra violenza” conclude Ambrosini.

È importante che la comunità internazionale comprenda che la prevenzione delle violenze di genere durante i conflitti, la protezione delle vittime e perseguire i colpevoli sono azioninecessarie per garantire un future di pace.

 

Per informazioni e interviste

Tibisay Ambrosini 3481049619

www.stoprapeitalia.it

CS - THE TIME IS NOW!
Giornata Internazionale delle Donne: il momento di agire è ora!


Download CS in pdf - Comunicato Stampa 8marzo2018 Il momento di agire è ora!

Comunicato Stampa - (Roma 8 marzo 2018): Time is now, il momento è ora! Il momento di cambiare la vite delle donne ovunque esse siano. Questo il motto scelto dall’Ente delle Nazioni Unite (UN Women) per celebrare la Giornata Internazionale delle donne.

“Per noi agire ora per trasformare la vita delle donne significa chiedere a gran voce la fine delle violenze di genere e dell’uso dello stupro come arma di guerra durante i conflitti” afferma Tibisay Ambrosini coordinatrice di Stop Rape Italia membro della International Campaign to Stop Rape and Gender Violence in Conflict (1).

La violenza sessuale durante i conflitti rappresenta una strategia di guerra in grado non-solo di colpire la singola persona, ma di distruggere tutta la comunità.

È un fenomeno sottostimato, poco denunciato a causa della stigmatizzazione a cui sono spesso sottoposte le vittime o della paura che queste provano nel denunciare personale in uniforme, ma la mancanza di denunce non significa assenza della violenza. Come riportato a seguito della recente missione in Sudan della Rappresentante Speciale del Segretario delle Nazioni Unite Pramila Patten la cultura della negazione alimenta la cultura del silenzio che molto spesso porta le vittime di questo crimine a non denunciare e a non cercare assistenza.

Questa tattica “terroristica” consiste nel mettere in atto un insieme di azioni e comportamenti che vanno dalle offese verbali di carattere sessuale allo stupro, gli stupri di gruppo, la schiavitù sessuale, la prostituzione forzata, le mutilazioni genitali, la sterilizzazione e le gravidanze forzate, l’inserimento di oggetti nelle parti intime delle vittime così come le uccisioni provocate da colpi sparati al loro interno, il tutto collegato direttamente o indirettamente ad un conflitto armato e al desiderio di annientamento psicologico e fisico del nemico.

“Lo stupro come arma di guerra è stato largamente impiegato ad esempio contro le donne della minoranza Rohingya, vittime due volte, per essere donne e per appartenere ad una minoranza. In molti casi gli stupri, anche di gruppo, venivano compiuti unitamente ad altri atti di violenza, crudeltà ed umiliazione, espressione di una vera e propria logica dell’annientamento, della pulizia etnica” prosegue Ambrosini.

“Purtroppo, questa tortura non risparmia neanche le bambine ed i bambini” afferma Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine, associazione che ha curato l’avvio di Stop Rape Italia “la Siria purtroppo è un esempio di come gli abusi sui minori siano un’arma per umiliare, ferire e far pressione sui genitori considerati ribelli affinché si costituiscano o rilascino una confessione forzata.

I bambini vengono trattenuti in centri di detenzione ufficiali e non, insieme agli adulti, dove avvengono violenze annoverate tra le “sei violazioni gravi” dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Del tutto insufficiente l’impegno internazionale per mettere fine a questo scempio.” conclude Schiavello.

Nella Giornata Internazionale delle Donne vogliamo essere la voce di tutte le donne, madri, mogli, figlie, che hanno subito e stanno subendo queste atrocità durante i conflitti. Raccontare le storie di chi ha avuto il coraggio di parlare. Donne nella condizione più vulnerabile, che hanno perso tutto anche il senso del futuro, che non solo non devono “essere lasciate indietro” ma a cui deve essere garantito accesso alle cure psicologiche e fisiche, ai servizi, alla giustizia comprensivo di risarcimento.

Farlo è un prerequisito per la costruzione di un future in pace. (1)

La International Campaign to Stop Rape and Gender Violence in Conflict nasce nel 2012 dalla volontà della Nobel Womens’s Initiative una piattaforma composta da alcune Donne Nobel per la Pace (Jody Williams, Shirin Ebadi, Tawakkol Karman, Mairead Maguire, Rigoberta Menchù, Leymah Gbowee, Wangari Maathai, Betty Williams) per rispondere alla diffusione sistematica dello stupro durante i conflitti.

Per interviste M. Tibisay Ambrosini 34971049619
t.ambrosini@campagnamine.org
www.stoprapeitalia.it

 


CS - Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale durante i conflitti.

Download CS in pdf - Comunicato stampa 19 giugno 2017 II Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sessuale durante i conflitti (002)

Roma 19 giugno 2017: “Il mio corpo non è un campo di battaglia ma...” lancio della campagna in occasione della II Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti!
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/69/293 del 19 giugno 2015, ha indetto la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti.

È stata scelta la data del 19 giugno per commemorare l’adozione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1820 (2008) avvenuta appunto il 19 giugno del 2008, nel cui testo la violenza sessuale viene condannata come strategia di guerra ed impedimento alla costruzione della pace.


COMUNICATO STAMPA RACE FOR THE CURE 2017

Download CS in pdf - Comunicato stampa raceforthecure2017[/download-attachment][/download-attachment][/download-attachment]

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